giovedì, Ottobre 06, 2022

Microchimerismo materno-fetale

Microchimerismo materno-fetale

Microchimerismo materno-fetale

Quando si dice che tra madre e figlio c’è un legame indissolubile, quando si dice che madre e figlio si appartengono, si deve prendere il concetto anche in modo letterale. Si chiama “microchimerismo materno-fetale”, ed è un fenomeno diffuso tra i mammiferi, andiamo a scoprirlo.

Cos’è il microchimerismo materno-fetale

Il nome microchimerismo deriva dal mito greco della Chimera.
Nel mito greco la Chimera era una creatura formata da parti del corpo di diversi animali mescolati: aveva il corpo e la testa di un leone, una seconda testa di capra che sporgeva dal dorso e un serpente al posto della coda. In zoologia si parla di chimera quando nello stesso animale sono presenti due o più popolazioni diverse di cellule geneticamente distinte. Anche nell’uomo ci sono forme di chimerismo: si verificano nel momento in cui le cellule di un individuo migrano nel corpo di un altro (ad esempio in caso di trapianto di organi o di trasfusioni,). Il microchimerismo fetale è una tipologia particolare che si svolge, appunto, durante la gravidanza.

Il microchimerismo materno-fetale è un fenomeno che si verifica nel corso delle 41 settimane di gravidanza, e che si basa sulla migrazione di alcune cellule del bambino nel flusso sanguigno della madre.

Dopo la gravidanza il sistema immunitario della madre si ripulisce sbarazzandosi delle cellule fetali rimaste nel sangue. Ma ce ne sono alcune che sfuggono a questa operazione. Si tratta di quelle pluripotenti, capaci cioè di trasformarsi in qualunque tipo di cellula .
Queste cellule cellule attraversano la placenta, si mescolano, circolano e si annidano nei tessuti della madre e, dopo la nascita del bambino, molte di loro restano anche per decenni nel corpo della mamma, lasciando quindi un’impronta permanente nei tessuti, nelle ossa, nel cervello.
Questo avviene per ogni figlio, anche per le gravidanze che non riescono a giungere al termine, anche negli aborti: le cellule in ogni caso migrano nel flusso sanguigno.

Come si è scoperto il microchimerismo materno-fetale

Durante alcune autopsie si è scoperto che in alcune donne erano presenti cellule maschili. Una volta escluso che le donne avevano subito trapianti e trasfusioni si è aperta l’ipotesi che il DNA maschile potesse essere quello di un figlio. Da qui gli studi e l’interesse per questo affascinante fenomeno.

Utilità del microchimerismo materno-fetale

Ma che funzione hanno queste cellule?

Da alcune ricerche è emerso che le cellule che migrano si specializzano nella riparazione di tessuti, nella guarigione di malattie, nella protezione. Quindi se, ad esempio, il cuore di una madre è ferito, ecco che le cellule fetali si specializzano nella riparazione della parte di cuore lesionata. Anche per questo motivo alcuni tipi di malattie svaniscono durante la gravidanza.

Nel 2012 un team di ricercatori canadesi e americani ha identificato nel cervello la presenza di cellule diverse da quelle materne arrivando alla conclusione che le cellule fetali sono in grado di attraversare la barriera emato-encefalica lasciando tracce erano concentrate soprattutto nell’ippocampo e nei lobi parietali e temporali della corteccia prefrontale, aree adibite alla comprensione, la memoria e la percezione. Forse da qua nasce la capacità di percepire, chiamata intuito materno?

Con il parto pertanto non si conclude definitivamente la presenza del feto nel grembo materno. La coabitazione prosegue infatti a livello cellulare. Il microchimerismo materno-fetale è sicuramente un fenomeno meraviglioso che spiegherebbe quel legame indissolubile tra madre e figlio, il fatto che durante la gravidanza alcune malattie tendano a sparire, il sesto senso che hanno le madri nei confronti del figlio e quel senso di “tolleranza” che si ha per il figlio che nasce lì nel corpo della madre che ospita per tutta la vita cellule non sue, quindi in qualche modo tollerandole.

Quando una madre dice al proprio figlio sei parte di me, intende quindi qualcosa che va al di là del solo, fortissimo legame sentimentale.

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