mercoledì, Agosto 17, 2022
Covid-19 e mestruazioni
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COVID-19 e mestruazioni: il Covid può alterare il ciclo mestruale?

Covid-19 e mestruazioni

Una domanda che in molte ci siamo fatte: La vaccinazione anti-COVID-19 può influenzare il ciclo mestruale? La domanda è sorta spontanea dopo che molte donne hanno riscontrato delle variazioni nel flusso mestruale dopo la vaccinazione. Cerchiamo di capirne di più.

Funzionamento del ciclo mestruale

Il ciclo mestruale è regolato da complessi fenomeni fisiologici che si originano dal cervello, in particolare nell’ipotalamo, dove ha sede l’ipofisi, la ghiandola che controlla il rilascio degli ormoni. L’ipotalamo è condizionato dagli effetti di fattori esterni compreso lo stress, che possono alterare la sua funzionalità fino ad avere ripercussioni su tutto l’organismo, compreso il ciclo mestruale.

Covid19 e ciclo mestruale

Seppur, e questo è doveroso precisarlo, non sono noti effetti negativi a lungo termine sul ciclo mestruale, ci sono dati da far ritenere che un’infezione da COVID-19 o la vaccinazione per Covid 19 possano causare disturbi e/o alterazioni temporanee del ciclo mestruale. In primis vi è il presupposto che qualsiasi malattia o vaccinazione può influenzare le mestruazioni a breve termine. (ad esempio la vaccinazione contro il papillomavirus umano HPV è porta anomalie nel ciclo). La risposta immunitaria al vaccino, esattamente come accade in situazioni in cui l’organismo è impegnato a dare un’adeguata risposta ad una malattia, può essere quindi disturbante per il ciclo mestruale.

Sono tanti i fattori che possono alterare le mestruazioni e tra questi c’è lo stress sia fisico che psicologico. Prima di pensare alla vaccinazione è opportuno quindi escludere altri fattori. Premesso ciò, sono state segnalate diverse anomalie del ciclo in seguito al il vaccino anti-COVID. Si tratta di segnalazioni che, ad oggi, seppur sotto attenta analisi, non rappresentano un campione statistico.

Tra queste anomalie troviamo:

Covid-19 e fertilità

Il Covid 19 non porta l’inferitilità, ma chi sta cercando una gravidanza ed ha riscontrato alterazioni del ciclo o perchè ha contratto il Covid 19 o dopo la vaccinazione Covid 19, può avere difficoltà a monitorare l’ovulazione.

Studi correlazione Covid-19 e ciclo mestruale

Secondo i dati raccolti da uno studio condotto su donne in età fertile, circa una donna su 4 ha riscontrato ritardi durante o dopo l’infezione da COVID-19.

Un altro studio di recente pubblicazione ha avvalorato il collegamento tra l’ alterazione della regolarità del ciclo mestruale e la vaccinazione COVID-19.

I motivi sembrano essere nei meccanismi biochimici collegati alla risposta immunitaria e riguardano sia gli ormoni che regolano il ciclo, sia gli effetti mediati dalle cellule immunitarie che si trovano nel rivestimento dell’utero, che si degenerano mensilmente e che si trovano nel sangue e nelle tracce di tessuto che vengono espulse durante la mestruazione.

Si tratta di cambiamenti che non devono tuttavia preoccupare perché ad oggi la maggior parte delle donne che ha lamentato un qualche cambiamento del proprio ciclo mestruale post-vaccinazione, si è completamente normalizzata già al ciclo successivo.

La ginecologa Elsa Viora, presidente di Aogoi, l’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani tuttavia tranquillizza le donne citando un recente editoriale firmato da Victoria Male, docente di medicina riproduttiva presso l’Imperial College London e pubblicato sul “British Medical Journal”. Sono state oltre 36mila le segnalazioni raccolte da donne in Gran Bretagna che hanno riscontrato anomalie dopo la vaccinazione contro il Covid-19, questo avvalla l’ipotesi che il vaccino può influire sul ciclo mestruale. Ma le alterazioni riguardano soprattutto lievi ritardi o flussi più abbondanti. Si tratta comunque di alterazioni che rientrano nel giro di uno o due cicli .

Le anomalie del ciclo mestruale post vaccino o post contrazione Covid-19 non devono quindi preoccupare eccessivamente, ma se si protraggono oltre i due cicli e se si tratta di anomalie “importanti” allora è opportuno consultare il proprio medico.

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